TOC TOC

La grande commedia scritta da LAURENT BAFFIE

TOC TOC
di Laurent Baffie 

Regia  Francesco De Francesco
Aiuto Regia  Filippo Diacoianni
Assistente  Regia Alessandro Rajola
Scenografia  Giorgia Zafarana
Grafica  Marina Bertozzi

Cast
Vincenzo Caporale
Carolina D’Alatri
Filippo De Carli
Beatrice De Luigi
Michele Mancarella
Laura Martinelli
Domenico Panarello

Note di regia
Sei pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo, invitati su appuntamento, da un famoso psicologo, scoprono nella sala d’aspetto, che sussistono diversi problemi dato che l’appuntamento ricevuto, da tutti e sei, è alla medesima ora e lo psicologo è assente. Mentre aspettano che il disguido si risolva si trovano a dialogare tra loro e decidono di intraprendere un’auto-terapia di gruppo. In questa opera sono stati usati vari regionalismi. L’uso voluto dei vari regionalismi è stato frutto di un lungo ed attento studio che riconosce nelle diverse forme espressive verbali un determinato comportamento. Il linguaggio modella il cervello, creando nuove identità.

IL CALAPRANZI

Di Harold Pinter

SCHEDA ARTISTICA

“Ben e Gus. Due killer. Un thè. Il solito lavoro. Il solito. Così sembra.”

REGIA Francesco De Francesco
CAST Filippo Gattuso, Ugo Garau
SCENOGRAFIA Giacomo Garau

NOTE DI REGIA

Il progetto nasce dallo studio su “Il calapranzi” di H. Pinter e dal conseguente approfondimento dei due personaggi Ben e Gus. Due uomini legati da una quotidianità irreale e paradossale, si ritrovano per l’ennesima volta a dover svolgere l’ennesimo lavoro. Da qui in poi si sviluppa una guerra psicologica tra i due che non vogliono svelare le loro paure e i loro turbamenti. Turbamenti che dipendono dall’altro, dalle cose fatte e mai dette, da segnali che arrivano all’improvviso mirati ad illudere ed a confondere.

L’ intera pièces si svolge all’interno di uno scantinato, che rispecchia appieno lo stato d’animo dei personaggi esaltandone le paure.
Il paradosso, il no sense, il sottotesto sono il vero centro dell’opera che si sviluppa in dinamiche assurde mascherate da profondi silenzi e da momenti di ironia e leggerezza.

L’attesa del solito segnale, rivelerà la fragilità e la vulnerabilità dei due, minacciati costantemente da un’entità superiore e dalla loro stessa emotività.
Paura e incredulità, diffidenza e comicità prenderanno il sopravvento all’interno dell’opera pinteriana, risaltando il carattere dei due personaggi, in apparenza opposti, ma forse l’uno l’espressione dell’altro. Mente e corpo. L’uno è l’altro.

IL calapranzi è l’oggetto che lega realtà e strati sociali paralleli, il capo e i suoi adepti ma lega anche il duro e meschino destino di ognuno di noi, il mistero.
Il gioco drammaturgico pinteriano è così perfetto da rendere i dialoghi dell’assurdo così sensati da ribaltarne i significati spostandone semplicemente il punto di vista.

LA PRIGIONIERA

Di Édouard Bourdet

Da un progetto del corso professionale
Dal sentire all’azione

Regia Francesco De Francesco
Aiuto regia Beatrice Libbi

Cast
Marta Mannella
Federico Nonnis
Mariana Higuita
Arcangelo Rapisarda
Beatrice Libbi
Giorgia Marini
Leonardo Stramaccioni
Costanza Andrea Chiara

Grafico Marina Bertozzi
Acconciature Marina Higuita
Costumi Irene Libbi
Musiche Originali Mario Spinelli

Note di regia

La prigioniera è un’opera teatrale del drammaturgo francese Édouard Bourdet, debuttata a Parigi nel 1926.

Nello stesso anno, la pièce debuttò a Broadway, dove diede scandalo per essere la prima opera teatrale sull’omosessualità femminile ad andare in scena a New York. Irène è tormentata dal suo amore per Madame d’Aiguines, ma per salvare le apparenze opta per uno strategico fidanzamento con Jacques. Nonostante Irène tenti in tutti i modi di lasciare Madame d’Aiguines, con cui ha intrapreso una relazione impossibile e proibita, neanche il matrimonio con Jacques le impedisce di tornare continuamente dalla donna che ama per consumare un amore di cui si sente prigioniera. Madame d’Aiguines non compare mai in scena, ma la sua presenza è perennemente ricordata dai mazzi di violette che lascia per Irène come un simbolo del suo amore.

La scelta di quest’opera è stata ispirata dal momento appena passato di lockdown causa il Coronavirus.

Abbiamo vissuto per più di due mesi rinchiusi nelle nostre abitazioni. La sensazione era di essere imprigionati in casa, agli arresti domiciliari. Nei secoli il tema della libertà (etica, morale, materiale, di idea, politica, di religione, di espressione, di identità) è sempre stato un tema cardine della nostra esistenza.  Con quest’opera vorrei porre al centro una riflessione: È la cultura che determina il nostro bisogno- sentire di libertà?

Esiste una libertà slegata dalla cultura?

Cosa è la libertà?

IMMACOLATA

Di OIiver Lansley

IMMACOLATA
Di Oliver Lansley

Regia  Francesco De Francesco
Aiuto Regia  Beatrice Blaskovic
Delegato di produzione  Carmelo Segreto
Grafica e foto di locandina Luca Carlino

Cast
Lia Grieco

Jacopo Olmo Antinori

Marilena Anniballi

Domenico Panarello

Armando Quaranta

Martina Ferragamo